Il mio amico Al, i8CAQ Alfonso Rosa Rosa
by i8CVS Domenico Marini
Conobbi Al, i1CAQ nel 1953 quando tutti gli OM italiani erano i1 e io
non ero ancora patentato ma lo ascoltavo da Gragnano in 20 metri col
5 valvole di casa un CGE serie ANIE modello 1515
Al fu il secondo OM che io conobbi in verticale perche' il primo in assoluto
fu Ernesto Franco i1AIK
Sentito il suo indirizzo in radio lo andai a trovare senza preavviso nella
sua azienda di legnami a Catellammare in via Regina Margherita.Seduto dietro la sua scrivania e senza farmi fare anticamera coi vari
avventori Al seppe mettermi subito a mio agio dandomi e pretendendo
da me il tu e cosi' discorremmo di radio come se ci conoscessimo da una
vita mentre attraverso le sue parole davanti agli occhi mi si schiudeva un
orizzonte nuovo fatto di antenne,ricevitori e trasmettitori magicamente
da lui raccontati come in una fiaba da "mille e una notte"
Di Al, che allora nel 1953 era i1CAQ, mi colpi' subito la grande
preparazione operativa che traspariva dai suoi QSO in 20 metri col centro
e Sud America e fui anche colpito dalla sua signorilita' che traspariva dai
QSO locali con i1SGZ, i1KDB e i1REK attraverso il suo fraseggiare di
ragazzone colto che non disdegnava il mescolare alle valvole le citazioni
di Virgilio e di Dante.
Quando divenni i1CVS e cominciai il traffico da Gragnano in 20 metri
fu subito chiaro che i nostri due segnali in AM col centro e Sud America
differivano di qualche frazione di punto S cosicche' nacque subito fra noi
un sentimento di agone sportivo,una singolar tenzone cavalleresca che
a colpi di antenne e di watt anziche' cappa e spada si traduceva
immancabilmente nel bussare l'uno sull'altro per gioire se la bussata veniva
ricevuta al di la' dell'Atlantico e fu proprio questo sentimento di agone e
di paragone con lui a farmi migliorare sempre di piu'.
Quando nel 1957 realizzai la prima Qubical Quad per i 15 metri attingendo
notizie dall'Handbook ARRL 1954 che Al mi aveva regalato e da un articolo
di i1ZCT su Radio Rivista esposi ad Al il mio problema di volerla fare ma
tutta di legno.
Al che non conosceva la Qubical Quad mi ascoltava incuriosito dietro la
scrivania standosene con gli eterni occhiali scuri sollevati sulla fronte e
subito mi fece abbozzare uno schizzo e mi disse di andare in falegnameria
perche' al resto ci avrebbe pensato lui facendomi portare tutto il legno con
un carretto tirato da un cavallo fino a Gragnano.
Con la Qubical Quad i miei segnali erano ora piu' forti dei suoi e cosi'
egli innamoratosi dell'opera mia veniva di nascosto ad osservarla stando in
macchina sotto casa per vedere, come poi mi confesso', se la struttura
si comportava bene nelle giornate di vento e cosi' Al costrui' anche la sua
sul terrazzo della casa di Angri dove nell'aiutarlo io presi una testata
su una putrella sporgente di cui conservo ancora il ricordo e dove lui per
la fatica provata si senti' male ma che importava ? La Qubical Quad da
me progettata che era anche tribanda funziono' ed il sorriso di Al era
radioso !
Da allora in poi Al faceva sempre qualcosa di sperimentale dopo che io
l'avevo gia' sperimenta ma siccome allora ero uno studentello coi calzoni
corti e squattrinato Al mi aiutava regalandomi pezzi e componenti nonche'
facendomi costruire le opere in ferro nell'officina limitrofa dei cugini
Ingenito perche' Al era generoso e manifestava sempre il suo mecenatismo
verso chi dimostrava buona volonta' di fare ma finanze non aveva.
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