COME COSTRUIRE UN LANCIAFIAMME
di Ruggero Billeri ik8jzk
Il proverbio dice : "Non scherzare con il fuoco" allo scrivente piace per Hobby fare l'opposto pero' lavorando sempre con cognizione di causa e sperando sempre che non si verifichi l'imponderabile. Pur avendo servito in Armi la Patria per quaranta anni e salvaguardato le poltrone di chi ci governava, all'atto del congedamento, la Questura e la Prefettura di Napoli mi hanno negato la detenzione di un'arma in casa per difesa personale.
Che ci vogliamo fare ? Cosi' vanno le cose in Italia!! A che cosa puo' servire un Lanciafiamme? A dissuadere malintenzionati ad entrare in una Villa o nella propria abitazione, bruciare sterpaglie lungo il perimetro di muri, a disinfestare con il fuoco una porcelaia, una stalla dove si sono verificate epidemie di Peste suina o altro, puo' essere utile per far fondere tappeti catramati occorrenti alla copertura ed impermeabilizzazione di terrazzi ed anche come richiamo pubblicitario visivo di notevole effetto.
Cosa occorre per costruire un Lanciafiamme ? Poche cose, un serbatoio per l'aria compressa (lo scrivente ha usato una bombola di gas liquido vuota da 15 KG.), un compressore d'aria con motore elettrico che possa portare in pressione il serbatoio dell'aria compressa ad una pressione di 8-10 KG per centimetro quadro, un contenitore metallico ( tipo borraccia militare da uno o due litri) che possa contenere liquido infiammabile benzina o kerosene, manometro per misurare la pressione dell'aria contenuta nella bombola, raccordi niples vari e rubinetto per chiudere o aprire il flusso d'aria in uscita dalla bombola.
Con un raccordo a tre uscite, in un foro sara' inserito un tubicino che sara' infilato nel tappo di chiusura della borraccia, tubicino atto a pescare il liquido infiammabile contenuto nella borraccia, il secondo foro del raccordo a tre u. sara' utilizzato per introdurre aria compressa con relativo raccordo e tubo in gomma del tipo di quelli usati per le cucine a gas domestiche dal terzo foro del raccordo a tre u. uscira' a pressione aria e benzina nebulizzata per una perfetta combustione che deve essere una fiamma viva esente da fumo nero.
Siccome il tubo che porta l'aria dal compressore al serbatoio dell' aria, deve per una ragione o l'altra rimanere sempre in pressione un tubo di gomma come quello che alimenta il raccordo a tre u. non va bene ed occorre un tubo rinforzato che possa sopportare una pressione di 8-10 KG per centimetro quadro (lo scrivente ha sperimentato i flessibili che vengono usati in ambito domestico per uso idraulico i quali hanno al suo interno un tubo in gomma e sono rinforzati con calza d'acciaio e resistono alla pressione precedentemente enunciata. Teoria di funzionamento del Lanciafiamme: L'aria fatta uscire dalla bombola (con rubinetto o elettrovalvola) si introduce a pressione nel raccordo a tre u. ed il flusso d'aria per depressione (aspira tramite il tubicino posto all'interno della borraccia) il combustibile e lo miscela con l'aria spruzzandolo nell'aria tramite il terzo foro del raccordo a tre u. l'accensione della miscela aria e benzina in uscita dal raccordo a tre u.puo' avvenire nei seguenti modi:
Manualmente con stoppino avvolgendo del filo di refe sulla punta di un bastoncino e bagnando il refe con il combustibile e dando fuoco allo stoppino si da fuoco, avvicinandolo alla miscela di aria e benzina in uscita dal raccordo a tre u. Viene usato il bastoncino per innescare la fiamma per tenere lontane le mani dalla fiamma stessa, si puo' usare anche un sistema elettronico per l'accensione della fiamma tramite un trasformatore elevatore di tensione che sul secondario di detto trasformatore elevatore si hanno circa 8000 volt che producono un'arco voltaico, se questo arco voltaico viene avvicinato alla miscela di aria e benzina questa miscela si incendia (questo sistema di accensione e' usato nei bruciatori a gasolio) un'altro sistema per innescare la fiamma del Lanciafiamme e' uno scintillatore piezzoelettrico.
Nota un corretto funzionamento del Lanciafiamme e' che fino a che c'e' aria in pressioone nella bombola e combustibile nella borraccia la fiamma non deve spegnersi. Questo sistema di Lanciafiamme puo' essere automatizzato: Con pressostato che controlla la pressione dell'aria compressa all'interno della bombola e se questa pressione dovesse scendere si avvia automaticamente il compressore dell'aria e si interompe una volta raggiunta la pressione desiderata, il serbatoio dell'aria compressa puo ' essere munito di elettrovalvola per aprire il flusso d'aria, puo' essere munito di accensione elettronica (come illustrato precedentemente), puo' essere munito di sensore di prossimita' accendendosi automaticamente se qualche malintenzionato intendesse oltrepassare il limite invalicabile, puo' essere azionato mediaante telecomando eccetera eccetera. Di notte o di giorno guardare una lunga fiamma che si e creata con il Lanciafiamme da una forte scarica di Adrenalina. NOTA IMPORTANTE non spruzzare miscele di aria e benzina in ambienti chiusi (se la miscela di aria e benzina non e' in combustione) altrimenti si potrebbero creare miscele altamente detonanti.

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Una Cupola per la Stazione Spaziale Internazionale
Ad alcuni giorni dal magnifico scatto fotografico dello Shuttle Endeavour, dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) giunge una nuova emblematica immagine.

credit: NASA.gov
La fotografia mostra per la prima volta la vista offerta dal modulo Cupola da poco trasportato nello spazio e unito alla ISS. Cupola è stato costruito dall’italiana Thales Alenia Space, ha un diametro di circa 2 metri ed è alto un metro e mezzo circa. Grazie alle sei finestre laterali e all’oblò centrale, il modulo consentirà agli astronauti della ISS di effettuare alcuni controlli a vista della stazione spaziale, monitorare le fasi di attracco dei veicoli spaziali e offrirà naturalmente un punto di osservazione privilegiato per ammirare la Terra.
L’immagine da poco giunta dallo spazio ricorda l’inquadratura di un film di fantascienza anche a causa del panorama sullo sfondo. Il terreno di colore rosso ricorda il suolo marziano, ma è in realtà una porzione del Deserto del Sahara ripreso nel corso di una delle tante orbite compiute dalla ISS intorno al nostro pianeta. Lassù, gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale compiono 15,72 orbite intorno alla Terra al giorno. Gli spunti per l’osservazione dal modulo Cupola non mancheranno di certo.
fonte blogalileo

Il pianeta più prezioso della Via Lattea

Probabilmente lo scopo della ricerca che ha visto collaborare Australia, Italia, Germania e Gran Bretagna era ben altro che cercare il gioiello più prezioso dell’Universo, tuttavia il risultato ottenuto con le osservazioni al radiotelescopio Lovell in Gran Bretagna e ad uno dei telescopi Keck delle Hawaii, indirizzate verso una piccola pulsar, hanno avuto un risultato molto singolare.
Le pulsar, come sapete tutti benissimo, sono stelle massicce che sono collassate e degenerate in stelle di neutroni non più grandi di una ventina di chilometri. La loro caratteristica principale è quella di emettere segnali radio estremamente regolari, causati dalla velocissima rotazione dell’oggetto che possiede un intenso campo magnetico.
Una nuova pulsar, PSR J1719-1438, ha però mostrato un segnale non proprio regolare, bensì modulato in modo sistematico, sicuramente dovuto alla presenza di un corpo perturbatore in orbita attorno alla stella degenere. La strana coppia si trova a circa 4000 anni luce da noi nella costellazione del Serpente. Il disturbo nel segnale della pulsar, invece di dare fastidio ha insegnato molto ai ricercatori. Innanzitutto il pianeta gira attorno alla vecchia stella in due ore e dieci minuti. La distanza reciproca è di 600000 km, poco meno del raggio del nostro Sole. Il pianeta è relativamente piccolo (circa 60000 km di diametro), poco meno di sei volte la Terra. Tuttavia, la sua massa è ben altra cosa: superiore a quella di Giove.
Ma è davvero un pianeta? L’idea più probabile, legata anche all’orbita troppo stretta e alle forze mareali della pulsar, ci dice che il pianeta è ciò che resta di una stella compagna della pulsar, la cui materia è stata strappata e risucchiata dalla stella centrale. J1719-1438 è una pulsar che ruota velocissima, circa 10000 volte al minuto e ha una massa di circa 1,4 masse solari. La sua vecchia compagna si è trasformata in pianeta regalandole massa e permettendole di aumentare la velocità angolare e quindi trasformarsi in una pulsar con periodo di rotazione dell’ordine del millisecondo.
Non è la prima coppia del genere che si è osservata in cielo. In nessun caso, però, le due stelle erano così vicine. Questo fatto sembra indicare che la compagna così servizievole sia stata una nana bianca, che abbia perso ormai almeno il 99.9% della sua massa originaria, trasferita alla compagna sempre più affamata. Essa ha perso del tutto il suo idrogeno ed elio e dovrebbe essere composta essenzialmente di ossigeno e carbonio. Non solo, però. La densità è tale che il materiale che la compone deve possedere una struttura cristallina. E cosa diventa una massa di carbonio sotto enorme pressione e con struttura cristallina? Facile a dirsi: un diamante!
autore: Giovanni Signorelli